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Metropoli – Il futuro dell’abitare in Europa

Aggiornamento: 20 set 2022

Le metropoli sono considerate precorritrici per quando riguarda l’«abitare del futuro». Oggi, molte città si stanno già preparando al domani – molte sono già «smart», promuovono la consapevolezza ambientale e sono altamente digitalizzate. In questo articolo, le vogliamo dare una panoramica delle metropoli più importanti d’Europa, cosa le rende così speciali e come abiteremo nel futuro.



Panoramica: le 10 città più grandi d’Europa


Nel 2021 è Mosca la città più popolosa d’Europa. La megalopoli russa conta 12,6 milioni di abitanti , ben circa 1,5 milioni in più rispetto a Parigi, la capitale della Francia. Poi viene Londra con 9,4 milioni di abitanti, seguita dalle città spagnole di Madrid (6,5 milioni) e Barcellona (5,5 milioni). Al 7° posto c’è Roma con ben 4 milioni di abitanti, appena davanti alla capitale tedesca Berlino con 3,6 milioni di abitanti. Atene e Milano chiudono la classifica.

Posto

Città

Popolazione in milioni

1.

Mosca

12,54

2.

Parigi

11,02

3.

Londra

9,3

4.

Madrid

6,62

5.

Barcellona

5,59

6.

San Pietroburgo

5,47

7.

Rome

4,26

8.

Berlino

3,56

9.

Atene

3,15

10.

Milano

3,14



Questa classifica conferma che la popolazione europea continua a preferire le aree urbane come luogo per vivere. Di conseguenza, il bisogno di spazi abitativi cresce, il traffico aumenta e la superficie disponibile scarseggia. Secondo le previsioni, nel 2050 il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle città; tuttavia la crisi del coronavirus ha aumentato in molti il desiderio di una maggiore tranquillità e di un rallentamento dei ritmi.

Il mercato immobiliare delle metropoli europee continua a essere attraente. La domanda, spinta dall’urbanizzazione e dal crescente livello di benessere, cresce da anni più rapidamente dell’offerta.


Le metropoli sono i modelli dell’abitare del futuro e ci sono buone ragioni per questo. Le grandi aziende hanno sede nelle conurbazioni e negli agglomerati. Il know-how si concentra in questi poli economici, considerati vere calamite per la scienza e la ricerca e questo, a sua volta, fa da volano a nuovi sviluppi. Ma da tempo anche le città piccole e medie si stanno mettendo in luce. Per offrire un’alternativa alle grandi città e alleggerirle, le più piccole hanno la possibilità di compiere grandi progressi. I concetti di base non differiscono sostanzialmente da quelli delle metropoli, sono solo su scala più piccola.


 Verde, smart e digitale: la metropoli del futuro


Verde, smart e digitale: la metropoli del futuro


Due metropoli in Europa si distinguono già per quanto riguarda l’abitare nel futuro e i concetti di smart city: Parigi e Vienna.


Entrambe hanno un ruolo pionieristico in termini di orientamento al futuro. Anche se Vienna non è nella top 10 delle metropoli più popolose, la capitale austriaca è stata a lungo considerata un pioniere delle smart city e occupa da anni il primo o uno dei primi posti nella classifica delle città più vivibili del mondo. E non solo per la sua attenzione all’ecologia e alla digitalizzazione.


Nella loro pianificazione, gli urbanisti di Vienna cercano sempre di tenere in considerazione le diverse parti interessate e le esigenze dei residenti, influenzando così significativamente la qualità della vita degli abitanti. A molti è sconosciuto il significato del termine «pianificazione di genere (gender planning in inglese)», coniato da Eva Kail, urbanista per oltre 30 anni a Vienna e prima in assoluto a metterlo qui in pratica. In passato, le città erano fondamentalmente pianificate per le esigenze degli uomini, ossia la disposizione delle strade e di cose analoghe erano ancora orientate al modello del capofamiglia, l’uomo che al volante della sua auto va al mattino al lavoro la mattina e rientra la sera. Questo approccio di pianificazione è definitivamente superato.


Oggi nelle metropoli l’ambiente abitativo circostante deve riflettere molto di più le condizioni di vita reali degli abitanti. Pianificazione di genere significa esattamente questo: accessibilità, semafori adattati, così come parchi e scuole per l’infanzia facilmente raggiungibili a piedi.


Anche Parigi è considerata precorritrice in termini di qualità delle abitazioni e di città del futuro. L’attuale sindaca, Hidalgo, si dichiara a favore di una «città di 15 minuti». Secondo questa proposta, i cittadini dovrebbero essere in grado di raggiungere nell’arco di un quarto d’ora dalle loro case centri commerciali, scuole, medici, luoghi di cultura, uffici, spazi verdi e tutti gli altri luoghi importanti della vita quotidiana. Inoltre, si sta riflettendo sui famosi Champs-Élysées di Parigi, che dovrebbero lasciare il posto a un parco e inoltre dovrebbero essere create più zone a traffico limitato o senza auto.


Questo approccio all’abitare del futuro viene attutato gradualmente in altre metropoli e città – anche in Svizzera ci si sta muovendo in questa direzione e iniziano le prime implementazioni. I pionieri nazionali sono Zurigo e Basilea. Continueremo a tenerla aggiornata a questo riguardo.




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